Un mondiale di delusioni e sorprese

Mork (Norvegia) – Il mondiale che si è appena concluso oggi nella contea di Ostfold, in Norvegia, è stato un misto di sorprese e delusioni per i colori rossocrociati.

Le delusioni – Elena Roos si è duramente allenata 5 mesi per preparare al meglio la sua unica gara mondiale, ma purtroppo non è riuscita a centrare l’obbiettivo della top 10, rimanendo lontana dalle migliori. C’è da dire che lei è specialista delle gare sprint e delle long, e la suddivisione dei mondiali in anni alterni tra sprint e bosco non ha sicuramente aiutato, dal momento che riduce i posti disponibili. Elena guarda comunque con fiducia al futuro: “Adesso mi concentrerò nelle gare di coppa del mondo in Svizzera e Cina, mentre ai mondiali sprint dell’anno prossimo in Danimarca avrò ancora da dire” ha commentato la 28enne di Cugnasco.

Anche gli uomini hanno un po’ deluso le aspettative. Togliendo il meritatissimo bronzo di Daniel Hubmann nella distanza lunga, nella middle e nella staffetta gli atleti rossocrociati non sono stati capaci di conquistare delle medaglie, arrivando molto lontani dalle prime posizioni. Nella middle il migliore è stato Florian Howald, ottavo dietro il padrone di casa Olav Lundanes, mentre nella staffetta la squadra composta da Florian Howald, Daniel e Martin Hubmann ha conquistato un sesto posto, dietro Svezia, Finlandia, Francia, Cechia e Norvegia, non riuscendo dunque a confermare l’argento dell’anno scorso in Lettonia.

La sorpresa – La sorpresa rossocrociata è una sola, e si chiama Simona Aebersold, ed è grazie a lei che Swiss Orienteering è riuscita nell’obbiettivo prefissatosi di conquistare 4 medaglie. La neanche 21enne bernese ha infatti sorpreso il mondo interno, conquistando alla sua partecipazione mondiale tre medaglie su tre discipline: dapprima bronzo nella long, poi argento nella middle e infine nuovamente nella staffetta insieme a Julia Jakob e Sabine Hauswirth: “Non pensavo sarei riuscita a conquistare una medaglia, figuriamoci 3. Quello che è successo è semplicemente strepitoso, non ci sono parole per descriverlo” ha commentato la giovane al termine della staffetta.

La Svizzera ha quindi chiuso il mondiale al terzo posto nel medagliere, dietro alla potente Svezia e ai campioni di casa norvegesi. Un risultato comunque notevole visto la difficoltà tecnica dei terreni scandinavi e l’aumento costante di competitività tra gli atleti nelle gare.

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