Le mie idee

Le mie idee

A SOSTEGNO DEI GIOVANI, SEMPRE

I giovani sono il futuro, bisogna tutelarli ed aiutarli. Quante volte sentiamo delle frasi preconfezioante come queste, ma l’impegno per noi giovani è sempre nullo, e anzi diventiamo spesso un capro espiatorio dei politici.

Ma i problemi giovanili oggi non sono solo quelli della carenza di spazio per divertimenti e svago in Ticino, ma soprattutto il mercato del lavoro, la socialità e la possibilità di avere una famiglia.

 

Ecco il mio impegno per una effettiva politica giovanile:

  • SI AD UNA RIFORMA DELLA SCUOLA RAGIONEVOLE: La scuola deve preparare i nostri giovani ad affrontare al meglio le sfide professionali e personali che dovranno affrontare da adulti, dove con l’assenza di valori come quello della competitività e del riconoscimento del merito non si arriva da nessuna parte. Quindi SI ad una scuola che offre a tutti le stesse possibilità, ma NO ad una scuola che vuole stessi punti di arrivo per tutti, distruggendo cosi le individialità.
  • URGE UNA RIFORMA SOCIALE EFFICIENTE: nei prossimi anni sempre più persone andranno in pensione, il che significherà un notevole aumento dei costi dell’AVS per i giovani e i lavoratori di oggi, che allo stato attuale delle cose, una volta in pensione non avranno le stesse possibilità che i pensionati oggi. Lo Stato e la classe politica deve quindi impostare una riforma sociale che permetta anche a noi di godere degli stessi privilegi dei nostri nonni.
  • MAGGIORE PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI IN POLITICA: Organizzazioni come il Consiglio Cantonale dei Giovani, la Sessione dei Giovani, Easy Vote ma pure gli stessi movimenti giovanili devono adoperarsi per una maggiore partecipazione giovanile nella cosa pubblica. Anche l’insegnamento corretto e imparziale della civica nelle scuole può sicuramente aiutare ad aumentare l’interesse giovanile per la politica.

 

 

DIFESA DEL CETO MEDIO, LA BASE DEL NOSTRO SISTEMA ECONOMICO

Il ceto medio è da intendere come gruppo di persone, radicate in un posto, che intrecciano rapporti primari e spontanei tra loro; cioè che scelgono di vivere in un luogo assieme, che decidono liberamente con chi relazionarsi, con chi fare affari, con chi gioire, con chi soffrire, ecc… È una categoria che deve essere non solo riscoperta ma rivalutata.

Il ceto medio non è né la disponibilità di soldi né di reddito imponibile a definirlo; ma a determinarlo è quel modo di vivere, pensare, agire e di sentirsi vivi in una comunità che non si può abbandonare e che non si vuole lasciare.

 

Ecco il mio impegno per la difesa del ceto medio:

  • BASTA TASSE AL CETO MEDIO: con l’avvento dello Stato Sociale il cittadino medio è costretto oggigiorno a pagare un maggior numero di tasse e di imposte, che hanno così raggiunto un livello spropositato. Lo Stato deve essere in grado di autofinanziarsi da solo, e pertanto non deve ulteriormente andare a prendere soldi nelle tasche del cittadino
  • DIFESA DELLA PROPRIETÀ PRIVATA: per uno stato liberale e democratico, la difesa della proprietà privata è un principio fondamentale per permettere al sistema economico e al sistema stato. Sono infatti convinto che ognuno ha il diritto di poter disporre di qualcosa di cui è proprietaria, senza che questa li venga tolta dallo stato per spesso dei semplici capricci di suddivisione del reddito.
  • PRIMA I NOSTRI: con gli accordi Bilaterali oggi in Ticino e negli altri cantoni periferici della Svizzera si tende spesso a preferire lavoratori frontalieri ai residenti. Io sono favorevole a reintrodurre la preferenza indigena, in modo da favorire il domiciliato rispetto al frontaliere, e a incentivare così l’economia della nostra nazione prima di quella all’estero.
  • STOP ALLA BUROCRAZIA INUTILE: i cittadini sono oggi sommersi sempre più da inutili incarti, che vanno a intralciare i piccoli imprenditori e la nostra vita di tutti i giorni. Questo scempio e spreco di soldi pubblici deve essere limitato, e ridotto.

 

 

A DIFESA DEI VALORI E DELLE TRADIZIONI DEGLI SVIZZERI

A livello personale mi impegno per la difesa dei diritti e delle tradizioni degli svizzeri. Troppo spesso si cerca di scavalcare quelle che sono le tradizioni e i modi di essere e di fare che fanno parte della nostra cultura e che ha reso la Svizzera, così diversa ma così unita, una nazione unica al mondo.

La Svizzera è un paese neutrale e tra i più democratici al mondo, e il nostro modello di successo politico ed economico deve essere difeso dalla politica degli interessi e dalle intromissioni dell’UE

 

A difesa della nostra nazione, mi impegno per:

  • FERMARE L’IMMIGRAZIONE DI MASSA: circa il 25% degli abitanti svizzeri è straniero, molti dei quali beneficiano a spesa dei contribuenti di sussistenza, aiuti economici prolungati e però hanno ancora il coraggio di sputare sul piatto da dove mangiano. L’afflusso migratorio deve essere quindi controllato, in quanto la Svizzera non ha lo spazio e le risorse per accogliere quantità ingenti di migranti, profughi e asilanti.
  • PER L’INNASPRIMENTO DELLE NORME DI ASILO: molti asilanti che giungono in Svizzera sono spesso puri asilanti economici, che non corrono un reale rischio nel loro paese di origine, ma sono emigrati solo per godere dei  benefici dello Stato Svizzero. La Svizzera non può farsi a carico di queste persone, e perciò le norme di accettazione dello status di asilante devono essere inasprite in tal senso!
  • A DIFENDERE LA NEUTRALITÀ E ALL’INDIPENDENZA DELLA SVIZZERA: troppo spesso la Svizzera si è vista imporre dall’Unione Europea o da altre organizzazioni internazionali il loro volere contro quello dei cittadini svizzeri, il  sovrano della democrazia elvetica. Il volere del popolo svizzero in Svizzera deve avere la precedenza su qualsiasi altra decisione presa a livello europeo o globale