Votazioni Federali

Siamo ancora un paese indipendente?

La costituzione Svizzera lo dice chiaramente: “La Confederazione tutela la libertà e i diritti del Popolo e salvaguarda l’indipendenza e la sicurezza del Paese.” (Art. 2 abs. 1) Secondo l’articolo 2 quindi il nostro governo dovrebbe impegnarsi a difendere i nostri diritti e a mantenere la nostra nazione unita, indipendente e sicura. Ma è davvero così?

La risposta è no. Negli ultimi anni la Confederazione si è adoperata nella direzione opposta, ossia quella di smantellare passo per passo la nostra indipendenza, attraverso l’accettazione automatica delle norme europee ed internazionali nel nostro diritto. E le conseguenze sono state disastrose.

Le norme europee sono decise a Bruxelles da parlamentari che non conoscono nulla delle nostre abitudini, delle nostre tradizioni e dei nostri bisogni. Ma noi ci ritroviamo in ogni caso obbligati ad accettare ed applicare quello che gli eurodeputati decidono, senza però poter dire la nostra. Un chiaro e recente esempio è quello sulla controversa direttiva europea delle armi, che anche noi dovremmo adottare, e che andrà fortemente a danneggiare uno degli sport più praticato e amato dagli svizzeri: il tiro sportivo.

La domanda cruciale che quindi dobbiamo porci è: vogliamo continuare in Svizzera a decidere per noi stessi oppure no?

Gli svizzeri vogliono poter continuare a determinare da soli quali leggi debbano essere applicate nel nostro paese e noi come popolo vogliamo continuare ad avere un diritto di veto contro una legge che riteniamo inadeguata. Affinché dunque anche le future generazioni possano continuare a vivere, sognare e sperare nel nostro paese vi invito il prossimo 25 novembre a votare SI all’iniziativa per l’autodeterminazione.

 

Da CdT, 08.11.2018

IL PROSSIMO PASSO SARÀ LA CENSURA DI NETFLIX?

La motivazione principale per votare NO il prossimo 10 giugno alla legge sui giochi in denaro è quella della censura. In molti penseranno che l’uso di questa parola sia inadeguato, che sia solo un espediente per portare voti, ma in realtà questo termine è più appropriato di quanto si pensi.

Censura, perché la nuova modifica di legge dei giochi in denaro permetterà solo a 21 casinò svizzeri (12 dei quali già comunque in mani estere) di offrire i loro giochi online, mentre a tutti gli altri operatori nazionali e stranieri online che hanno fino ad oggi offerto il loro servizio verranno difatti bloccati dall’amministrazione federale. A nessun residente in Svizzera sarà permesso accedere a questi siti online, che verranno quindi di fatto censurati.

La chiusura di queste reti avrebbe ripercussioni sia sulle imprese che sui consumatori: i blocchi di Internet sarebbero imposti ai fornitori svizzeri di Internet, le imprese private nazionali e straniere non sarebbero autorizzate a offrire i loro prodotti mentre ai consumatori sarebbe imposto a quale fornitore giocare. A parte il fatto che soprattutto gli utenti esperti di Internet possono aggirare rapidamente queste serrature, l’intervento previsto su Internet è controproducente.

A questo punto ha senso chiedersi: Se il popolo dovesse accettare questo approccio protezionistico del governo della maggioranza del parlamento, quale sarà il prossimo passo? La censura di Netflix per proteggere lo share della SSR? La chiusura di Zalando per proteggere i negozianti di abbigliamento? Il divieto interno di Booking & Co. per proteggere l’industria alberghiera Svizzera? Oppure ancora il blocco di Internet per Amazon per proteggere il commercio librario svizzero?

 

Per concludere è meglio respingere la presente legge affinché il Parlamento possa modificarla senza danneggiare la liberta di internet e di commercio. Nel frattempo, i casinò possono continuare la loro attività precedente, mentre pure i fondi delle Lotterie continueranno ad offrire il loro importante sostegno allo sport e alle iniziative locali. Con un NO quindi nulla cambia, apparate la possibilità di rimanere un paese con libero accesso ad Internet, e di non avvicinarci a pericolosi realtà di censura come quella coreana o cinese.

 

Articolo apparso il 30.04.2018 su TicinOnline e TicinoNews

I Giovani UDC dicono SI al Raddoppio del S. Gottardo!

Articolo ripreso da Ticinonews, 28 gennaio 2016

I movimenti giovanili di PLRT, PPD, UDC e LEGA si sono riuniti oggi in conferenza stampa per comunicare la loro collaborazione per unire le forze in vista della votazione sul risanamento della galleria autostradale del San Gottardo in votazione popolare il prossimo 28 febbraio 2016.

Tra le motivazioni principali che hanno portato GLRT, GG, GUDC e MGL ad unire le forze in favore del risanamento della galleria autostradale che collega il Ticino alla Svizzera interna, “vi è innanzitutto la necessità di garantire un collegamento Nord-Sud e di non isolare la valle Leventina e il Cantone Ticino tutto per 3 anni” si legge in un comunicato congiunto dei quattro movimenti giovanili. “La certezza di avere un collegamento con il cropped-20151125_gotthard_iab_medium-rectangle_300x250px_it.pngresto del Paese è fondamentale per la coesione nazionale e per rimanere vicini a Berna e agli altri Cantoni.”

“Secondariamente, è necessario incrementare la sicurezza poiché il Gottardo è la galleria più pericolosa della Svizzera” proseguono i giovani. “Basti pensare che dal 2001 al 2012 ci sono stati 19 morti, mentre nel Seelisberg un quarto rispetto al Gottardo. Inoltre con 2 tubi non vi sarebbe più il rischio di incidenti frontali e vi sarebbe un’apposita corsia per i veicoli d’emergenza, senza dimenticare che le restrizioni sul trasporto delle merci pericolose resteranno anche con il secondo tubo.”

“In terzo luogo, la chiusura del San Gottardo avrebbe anche importanti ripercussioni negative sul turismo, il cui PIL nell’economia ticinese costituisce un decimo” scrivono ancora i quattro movimenti giovanili. “Ad esempio, nel Locarnese l’87% dei turisti provengono da nord e si spostano in auto; è facile pensare cosa potrebbe accadere con un isolamento totale del Ticino. A rischio c’è anche il 20% dei posti di lavoro delle 515 aziende intervistate dalla Camera di Commercio, che corrisponde a circa è 2’000 posti di lavoro.”

“Quarto punto a favore, è il problema del traffico nel Mendrisiotto e nel Luganese che non dipende dal raddoppio o meno del San Gottardo, poiché a Maroggia, ad esempio, il transito di veicoli è di 66’200 auto al giorno, mentre al San Gottardo è di 17’400” proseguono i giovani. “È evidente a tutti che il traffico è causato dallo spostamento individuale dei frontalieri.”

“Inoltre, votare sì il 28 febbraio non significa aprire quattro corsie al traffico per cedere alle pressioni dell’UE” concludono i quattro movimenti giovanili, “poiché la politica europea dei trasporti è di trasferire le merci dalla strada alla rotaia finanziando grandi opere (come Alptransit) e significa, soprattutto, garantire la sicurezza in una galleria pericolosa e permettere al Ticino di rimanere collegato con la svizzera interna, tenuto conto che la linea ferroviaria delle FFS è sempre meno sinonimo di garanzie.”

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