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ANCORA DUE MEDAGLIE PER LA SVIZZERA!

Ancora grandi soddisfazioni per i colori rossocrociati nei boschi lettoni! Daniel Hubmann e Florian Howald hanno conquistato oggi a Sigulda rispettivamente l’argento e il bronzo nella gara su media distanza valida per i campionati del mondo di corsa d’orientamento. “Sono molto contento di questa medaglia” ha affermato ai nostri microfoni Florian Howald “Ora sono molto stanco, ma l’obbiettivo resta ancora la staffetta, dove con Kyburz e Hubmann puntiamo alla medaglia”.

Quarto posto a soli 9’’ dal podio per un altro rossocrociato, il campione europeo uscente Matthias Kyburz. A vincere la gara odierna in un bosco impegnativo dal punto di vista fisico è stato il norvegese Eskil Kinneberg, che ha concluso la gara in 32’59’’. 57° posto invece per l’italo-ticinese Sebastian Inderst, che ha concluso a 14 minuti da Kinneberg.

Nulla da fare invece per le donne rossocrociate: Sabine Hauswirth è finita per soli 5 secondi ai piedi del podio, complice un errore all’inizio della gara.

“Sono soddisfatta della mia gara” ha dichiarato la Hauswith al termine della gara “Ma per andare al 12esimo punto di controllo ho fatto una scelta sbagliata rispetto alle atlete più veloci, dove ho perso circa un minuto”.

Ad imporsi è stata la russa residente in Svizzera Natalia Gemperle, che ha concluso la gara in 32’02’’, distaccando di 1’30’’ la finlandese Marika Teini e di 1’50’’ la sorprendente giovane francese Isia Basset. Nulla da fare per Tove Alexandersson: la forte svedese, campionessa del mondo uscente nella disciplina, ha infatti perso 13 minuti al terzo punto.

Lontane le altre ragazze svizzere in gara: Julia Jakob è finita quindicesima con 3’57’’, e Sarina Jenzer ventisettesima a +6’25’’.

Medaglia d’argento per Elena Roos e la squadra rossocrociata!

Riga – In un entusiasmante staffetta sprint nei parchi di Riga la squadra Svizzera composta da Elena Roos, Florian Howald, Fabian Hertner e Judith Wyder ha conquistato il secondo posto a 31’’ di ritardo, portando così a 4 le medaglie totali in due competizioni di questi mondiali.

Ad imporsi in una gara molto fisica e veloce è stata la nazionale campione del mondo uscente della Svezia, con Tove Alexandersson, Emil Svenks, Jonas Leandersson e Karolin Ohlsson in 14’32. Terzo posto, grazie ad un grandissimo recupero finale della quarta trattista, la Danimarca di Amanda Falck Weber, Tue Lassen, Jakob Edsen e Maja Alm.

Nella prima tratta, la ticinese Roos cambiava in seconda posizione, a meno di 4’’ dalla Alexandersson. Il secondo trattista, Howald, a causa di alcune imprecisioni si è fatto superare da un sorprendente Kristian Jonwes (GBR) cambiando a Hertner con 18’’ di ritardo dai sempre più veloci svedesi. Pure quest’ultimo ha infine perso alcune posizioni, arrivando al traguardo insieme a ben altri 4 concorrenti, ma ci ha pensato poi la bernese Judith Wyder a mettere distanza dalle altre ragazze consolidando fin dai primi punti la seconda posizione.

 “Sono molto felice del nostro risultato” ha dichiarato una raggiante Elena Roos, che conquista così la sua seconda medaglia mondiale “Adesso nelle gare di bosco l’obbiettivo è sicuramente una medaglia nella staffetta di bosco ed entrare nella top ten nella long”.

La prossima gara in programma sarà martedì a Sigulda la gara su media distanza nel bosco.

#InsideWOC2018: non tutti è cominciato come ci aspettavamo…

#InsideWOC2018 – Day 1

Lo scopo di questa piccola rubrica è quello di raccontarvi piccoli fatti, curiosità e momenti dei Campionati del Mondo di CO 2018 a Riga.

 

Se il Checo per gli EOC2018 ci aveva abituato alla perfezione e fin dal primo momento tutto è filato liscio come l’olio, non è stato proprio così qui in Lettonia, dove gli organizzatori hanno avuto qualche difficoltà…

In primis il traffico nel centro storico di Riga non è stato del tutto bloccato, e al punto 100 (per coloro che non seguno lo CO sarebbe l’ultimo punto prima dell’arrivo) e al punto passaggio si sono visti quasi dei veri e propri scontri tra gli atleti che sfrecciavano velocissimo e alcuni taxi e auto di confinanti. Nulla di che, ma qualcuno ci ha lasciato qualche secondo, e due giovani ragazzi responsabili della circolazione sicuramente si saranno lasciati scappare qualche imprecazione in lettone…

Secondo punto, il punto numero 100 e la lanterna della partenza erano posati a meno di 5 metri di distanza l’uno dall’altro: spesso molti atleti si sono fatti ingannare e hanno timbrato la lanterna sbagliata, perdendo diversi secondi prezioni prima che, grazie agli attenti gridi del pubblico, si accorgessero dell’errore commesso e tornassero sui propri passi… Il problema? Che certi membri del pubblico gridavano e indicavano più con foga quando passavano certi atleti rispetto ad altri… Non tocca noi giudicare, ma la Foot-O-Commission si chinerà sicuramente sul problema nella riunione di domani…

Per chi vi scrive, questo terzo problemino ha difatto rappresentato una grossa difficoltà: l’assenza di internet al centro media. Infatti tutti i giornalisti e fotografi presenti si sono dovuti affidare alle proprie reti personali per potere inviare il loro materiale ai vari siti e giornali… A questo problema tecnico se ne sono aggiunti altri, come quando durante la pioggia, sia l’audio che il video del maxischermo dell’arena sono saltati…

Noi ci siamo comuque divertiti e siamo riusciti lo stesso a festeggiare le nostre medaglie rossocrociate, speriamo che domani con la staffetta sprint vada meglio!

Elena sfiora il podio, oro per Hubmann

Riga – Medaglia mondiale sfiorata per soli sei secondi per la ticinese Elena Roos. La 24enne di Cugnasco in una gara sprint abbastanza semplice si è dovuta arrendere alle tre migliori al mondo: la danese Maja Alm, prima in 13’43”, la svedese Tove Alexandersson a +16”, ed infine la bernese Judith Wyder, terza a 27 secondi di ritardo. La terza svizzera in gara Sabine Hauswirth aveva invece mancato in mattinata la qualificazione alla finale a causa di un punto mancato.

“Sono delusa e felice allo stesso tempo” ha commentato la Roos al termine della gara “Arrivare dietro alle tre più forti orientiste al mondo è sicuramente buono, ma brucia un po’ il quarto posto, sono comunque pronta a far bene domani.”

Grande soddisfazione invece per i colori rossocrociati nella gara maschile: in un finale entusiasmante si è imposto il turgoviese Daniel Hubmann, che ha battuto di solo un secondo il giovane talentuoso neozelandese Tim Roberson, mentre la medaglia di bronzo è andata all’argoviese Andreas Kyburz, che è riuscito a battere il ben più quotato fratello minore Matthias, giunto comunque quinto.

“Sono molto contento della mia gara” ci ha dichiarato Hubmann al traguardo “Ho avuto solo qualche esitazione in un paio di punti, ma non mi aspettavo che la mia corsa potesse bastare per l’oro”

Domani, sempre a Riga, è in programma la staffetta sprint.

 

Foto seguono in serata.

Campionati del mondo di corsa d’orientamento: la Svizzera cerca conferme

Ai campionati del mondo di corsa d’orientamento che si terranno tra Riga e Sigulda, in Lettonia, dal 3 al 11 agosto la Svizzera punta a riconfermare il sorprendente risultato ottenuto agli Europei in Ticino dello scorso maggio, e conquistare almeno 6 medaglie.

A rappresentare i colori ticinesi anche Elena Roos, fresca di due ori europei, che cercherà delle conferme soprattutto nelle gare individuali di sprint e long, dove figura tra le favorite per una medaglia. Elena sarà accompagnata da un’agguerritissima squadra femminile: anche Julia Jakob, Sabine Hauswirth e la ritrovata Judith Wyder saranno sue degne avversarie per il podio. Tra le straniere la donna da battere sarà come sempre la fortissima svedese Tove Alexandersson, già campionessa europea sulla lunga distanza nei boschi della Capriasca.

Tra i maschi saranno Daniel Hubmann, Matthias Kyburz e Florian Howald che dovranno affrontare i campioni norvegesi, anche se qualche giovane finlandese o francese potrebbe creare qualche difficoltà ai nostri atleti, così come gli svedesi, in cerca del riscatto dopo la deludente prestazione agli europei ticinesi.

Al via alle gare pure l’italo-ticinese Sebastian Inderst, in corsa per i colori azzurri, che cercherà di ottenere il risultato che per poco gli era sfuggito in Ticino.

La competizione si aprirà oggi con la gara sprint nel centro storico di Riga, seguita dalla staffetta sprint domenica, mentre da martedì si gareggeranno le gare di bosco (middle, long, staffetta) nella regione di Sigulda.

Interpellanza CC Easy Vote

Sindaco e Municipali,
con la presente, avvalendomi delle facoltà concesse dalla LOC (art. 66 LOC) e dal Regolamento comunale, mi permetto di interpellare il Municipio sul seguente tema:

Negli ultimi anni si è assistito ad una nuova diminuzione del numero di giovani che partecipano al voto, causata soprattutto dal disinteresse di questi nella politica ma anche dalla difficoltà che alcuni giovani hanno nel prendere decisioni su temi di votazione tecnici (come ad esempio quello sulla moneta intera), spiegati nell’opuscolo informativo spesso in maniera troppo dettagliata e con un linguaggio tecnico spesso ai più sconosciuto.

Il progetto “Easy Vote” ideato dalla Federazione Svizzera dei Parlamenti Giovanili e sostenuto da tutti i partiti giovanili della Svizzera si prefigge come obbiettivo quello di aumentare la partecipazione giovanile al voto, dando la possibilità ai comuni di inviare a tutti i giovani residenti tra 18 e 25 anni con diritto di voto un opuscolo informativo neutrale sui temi in votazione federale, scritto in linguaggio semplice e meno sofisticato, per invogliare i giovani ad informarsi sui temi in votazione e poi partecipare al voto stesso. Più di 40 comuni in Ticino hanno già aderito al progetto, come Lugano, Locarno, Manno e Massagno.

Il costo annuale per opuscolo è di 6,90 chf.

Pertanto chiedo al Municipio:
– Condividete l’importanza di avvicinare i giovani all’esercizio del diritto di voto?
– Come vede il Municipio la possibilità del Comune di Ponte Capriasca di partecipare al Progetto Easy Vote per portare ad una maggiore informazione e partecipazione al voto dei nostri giovani? Se no, per quali motivi?
– Il costo annuale per gli opuscoli è sostenibile?

Cordialmente,

Diego Baratti
Consigliere Comunale
Gruppo Lega/UDC/Indipendenti

REGOLAMENTARE MEGLIO CHE CENSURARE!

Il prossimo 10 giugno saremo chiamati alle urne per votare su un tema molto discusso e controverso: la legge sui giochi in denaro. La modifica di legge approvata dal parlamento ma osteggiata dai movimenti giovanili di UDC, PLR, Verdi, Verdi Liberali, Socialisti andrà a togliere la licenza a tutti quegli operatori nazionali e stranieri che esercitano una attività online nel settore del gioco d’azzardo, andando così a bloccare i suddetti siti.

In seno al Consiglio nazionale è stata presentata una mozione di reiezione con l’obiettivo di eliminare la distinzione legale tra fornitori nazionali e stranieri, e di concedere a tutti l’esercizio regolamentato (e pertanto pure tassato) all’interno del nostro paese. Mozione però respinta dalla maggioranza della camera.

La richiesta di Mauro Tuena (UDC) di rinunciare del tutto alle barriere di Internet è stata pure respinta, così come quella proposta moderata della maggioranza della Commissione giuridica del Consiglio nazionale di non bloccare Internet ma di valutare il diritto e la prassi cinque anni dopo la sua entrata in vigore e di sottoporli alla valutazione della Commissione, dando possibilità di intervento al Consiglio federale.

Eppure i fornitori privati sarebbero disposti ad essere regolamentati e a pagare le tasse nel nostro paese. Il modello danese mostra come un concetto liberale del gioco d’azzardo senza nessun blocco in internet possa funzionare. Negli ultimi anni, paesi di spicco si sono astenuti da censurare i siti online di giochi in denaro e hanno invece optato per serie di misure di apertura del mercato (Gran Bretagna 2014, Paesi Bassi 2016).

Ma se le aziende private straniere sono disposte a regolamentarsi, perché in parlamento si è votato una modifica del genere? La risposta è una: la Lobby dei Casinò, che avrebbe quindi il monopolio del mercato dei giochi d’azzardo in Svizzera. Alla domanda di Andrea Caroni (PLR), membro del Consiglio degli Stati, perché la legge non prevede concessioni online, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha risposto: “I casinò qui si sono imposti”.  

Votiamo quindi NO il prossimo 10 giugno per non cedere alle pressioni dei casinò e rispedire la legge al mittente, in modo tale che invece di censurare si vada a regolamentare queste aziende online, portando difatto così anche nuovi introiti ad AVS, Sport e Cultura!

 

Articolo apparso sul CdT il 2/06/18

PERMETTERE ALLA LOBBY CASINÒ DI IMPORRE LE PROPRIE LEGGI?

Il prossimo 10 giugno saremo chiamati a votare sulla spinosa legge sui giochi in denaro, sulla quale a livello nazionale giovani UDC e giovani liberali hanno lanciato il referendum.

La nuova modifica di legge dei giochi in denaro tra le altre cose prevede che solo 21 casinò svizzeri (12 dei quali in mani estere) di offrire i loro servizi di gioco d’azzardo online, mentre a tutti gli altri operatori nazionali e stranieri che hanno fino ad oggi offerto il loro servizio verranno difatti bloccati dall’amministrazione federale. A nessun residente in Svizzera sarà permesso accedere a questi siti online, che verranno quindi di fatto censurati.

Si tratterebbe del primo intervento da parte dello stato in Svizzera che va a limitare l’accesso di internet ad attività legali, e risulta essere addirittura una prima Europea. Giusto andare a censurare tutti quei siti web che riguardano pornografia infantile o la vendita illegale d’armi, ma queste sono attività che vanno in qualche modo a ledere direttamente l’integrità del cittadino. Il gioco d’azzardo invece, per quanto per alcuni possa essere una spiacevole attività, non è illegale. E con questa legge non lo diventerà di certo, visto che si va a rafforzare la presenza dei già citati 21 casinò, alla quale sarà permesso di aprire la loro attività online. I favorevoli decantano con questa censura di siti online la protezione dal gioco patologico, ma mentre si chiudono dei siti, se ne aprono di altri. Bizzarro, non trovate?

Ma se non si va a proteggere nessun giocatore patologico, perché in parlamento si è votato una modifica del genere? La risposta è una: la Lobby dei Casinò, che avrebbe quindi il monopolio del mercato dei giochi d’azzardo in Svizzera. Alla domanda di Andrea Caroni (PLR), membro del Consiglio degli Stati, perché la legge non prevede concessioni online, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha risposto: “I casinò qui si sono imposti”.  Vogliamo dunque davvero rinunciare al principio della libertà di internet per favorire la Lobby dei Casino? Votiamo NO il prossimo 10 giugno alla legge sui giochi in denaro!

 

Diego Baratti

Vicepresidente Giovani UDC Ticino

CO-Presidente del comitato contrario alle legge sui giochi in denaro

IL PROSSIMO PASSO SARÀ LA CENSURA DI NETFLIX?

La motivazione principale per votare NO il prossimo 10 giugno alla legge sui giochi in denaro è quella della censura. In molti penseranno che l’uso di questa parola sia inadeguato, che sia solo un espediente per portare voti, ma in realtà questo termine è più appropriato di quanto si pensi.

Censura, perché la nuova modifica di legge dei giochi in denaro permetterà solo a 21 casinò svizzeri (12 dei quali già comunque in mani estere) di offrire i loro giochi online, mentre a tutti gli altri operatori nazionali e stranieri online che hanno fino ad oggi offerto il loro servizio verranno difatti bloccati dall’amministrazione federale. A nessun residente in Svizzera sarà permesso accedere a questi siti online, che verranno quindi di fatto censurati.

La chiusura di queste reti avrebbe ripercussioni sia sulle imprese che sui consumatori: i blocchi di Internet sarebbero imposti ai fornitori svizzeri di Internet, le imprese private nazionali e straniere non sarebbero autorizzate a offrire i loro prodotti mentre ai consumatori sarebbe imposto a quale fornitore giocare. A parte il fatto che soprattutto gli utenti esperti di Internet possono aggirare rapidamente queste serrature, l’intervento previsto su Internet è controproducente.

A questo punto ha senso chiedersi: Se il popolo dovesse accettare questo approccio protezionistico del governo della maggioranza del parlamento, quale sarà il prossimo passo? La censura di Netflix per proteggere lo share della SSR? La chiusura di Zalando per proteggere i negozianti di abbigliamento? Il divieto interno di Booking & Co. per proteggere l’industria alberghiera Svizzera? Oppure ancora il blocco di Internet per Amazon per proteggere il commercio librario svizzero?

 

Per concludere è meglio respingere la presente legge affinché il Parlamento possa modificarla senza danneggiare la liberta di internet e di commercio. Nel frattempo, i casinò possono continuare la loro attività precedente, mentre pure i fondi delle Lotterie continueranno ad offrire il loro importante sostegno allo sport e alle iniziative locali. Con un NO quindi nulla cambia, apparate la possibilità di rimanere un paese con libero accesso ad Internet, e di non avvicinarci a pericolosi realtà di censura come quella coreana o cinese.

 

Articolo apparso il 30.04.2018 su TicinOnline e TicinoNews

Le sfide della SSR del Futuro

Come preannunciato l’iniziativa “NoBillag” è stata bocciata a grande maggioranza dal popolo svizzero. Un chiaro segnale, che però la SSR SRG non deve ora utilizzare come pretesto per continuare tutto ciò che ha fatto finora, ma semmai il contrario. La produzione di programmi scandalosi in nome del fantomatico servizio pubblico (come ad esempio il programma SRF su come masturbarsi) non devono mai più verificarsi. La SSR deve ora puntare a programmi di informazione e intrattenimento di qualità, che hanno diretto e stretta attinenza al servizio pubblico e alla realtà locale e nazionale. Non tutto quello che è TV è servizio pubblico, certe trasmissioni povere di valore lasciamole alle TV italiane. Voci critiche contro la SSR devono ora essere ascoltate (e non allontanate come spesso si è visto) per capire dove e come si può migliorare, e cosa invece sarà meglio tralasciare. Anche i commenti di parte, a cui tanto si è visto negli ultimi anni, devono essere eliminati. Una ditta che opera sotto un mandato pubblico non può permettersi di dare la sua versione di fatti, ma deve dare semplicemente i fatti, in modo neutrale e apolitico, in modo tale che il cittadino possa farsi una sua idea non corrotta.

Il tanto decantato e promesso “Piano R”, come Risparmio o Ristrutturazione o Riforme, diventa dunque ora vitale per la credibilità della SSR e deve essere quindi al più presto attuato. Un’impresa con una gestione aziendale come la SSR SRG ma senza sussidi statali sarebbe già fallita da tempo sotto le influenze del libero mercato e dei giochi di domanda e offerta. I manager SSR devono ora fare delle scelte, di programmazione e di contenuti, e ridurre notevolmente i costi. Certo ciò porterà ad una riduzione dell’offerta e anche degli impieghi, ma quello ne uscirà sarà una SSR forte, efficiente e efficace, capace di interpretare al meglio il suo ruolo di detentrice del mandato pubblico, senza abusarne. Con un lavoro manageriale in questo senso si potrebbe prevedere di ridurre annualmente il canone in modo graduale fino a raggiungere la somma, non poi tanto lontana, di 200 chf all’anno. Una somma che in molti sarebbero disposti a pagare, e che sarebbe vista più giusta, in base ad una comparazione internazionale e al rapporto qualità prezzo. Sarà difficile? Ovviamente, ma il margine di manovra c’è, ed è esteso; un piccolo esempio: cosa serve inviare quattro giornalisti con altrettanti telecameramen e addetti al suono di quattro sottoaziende diverse ad un evento nazionale, quando basterebbe una squadra sola e poi far tradurre il tutto nelle tre lingue mancanti? Le sfide che attenono la SSR del futuro sono grandi, ma non è possibile fallire: ne andrebbe della qualità mediatica Svizzera e anche un po’ della coesione nazionale. Sono sicuro che la SSR può vincere questa sfida, ne sarai molto contento, ma deve farlo con l’aiuto di tutti, per evitare che quei “No, ma…” all’Iniziativa come il mio si trasformino in futuro in Si.

 

Diego Baratti

Vicepresidente Giovani UDC Ticino

Contrario a NoBillag