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Siamo ancora un paese indipendente?

La costituzione Svizzera lo dice chiaramente: “La Confederazione tutela la libertà e i diritti del Popolo e salvaguarda l’indipendenza e la sicurezza del Paese.” (Art. 2 abs. 1) Secondo l’articolo 2 quindi il nostro governo dovrebbe impegnarsi a difendere i nostri diritti e a mantenere la nostra nazione unita, indipendente e sicura. Ma è davvero così?

La risposta è no. Negli ultimi anni la Confederazione si è adoperata nella direzione opposta, ossia quella di smantellare passo per passo la nostra indipendenza, attraverso l’accettazione automatica delle norme europee ed internazionali nel nostro diritto. E le conseguenze sono state disastrose.

Le norme europee sono decise a Bruxelles da parlamentari che non conoscono nulla delle nostre abitudini, delle nostre tradizioni e dei nostri bisogni. Ma noi ci ritroviamo in ogni caso obbligati ad accettare ed applicare quello che gli eurodeputati decidono, senza però poter dire la nostra. Un chiaro e recente esempio è quello sulla controversa direttiva europea delle armi, che anche noi dovremmo adottare, e che andrà fortemente a danneggiare uno degli sport più praticato e amato dagli svizzeri: il tiro sportivo.

La domanda cruciale che quindi dobbiamo porci è: vogliamo continuare in Svizzera a decidere per noi stessi oppure no?

Gli svizzeri vogliono poter continuare a determinare da soli quali leggi debbano essere applicate nel nostro paese e noi come popolo vogliamo continuare ad avere un diritto di veto contro una legge che riteniamo inadeguata. Affinché dunque anche le future generazioni possano continuare a vivere, sognare e sperare nel nostro paese vi invito il prossimo 25 novembre a votare SI all’iniziativa per l’autodeterminazione.

 

Da CdT, 08.11.2018

Interpellanza – Premio al merito sportivo giovanile

Sindaco e Municipali,

con la presente, avvalendomi delle facoltà concesse dalla LOC (art. 66 LOC) e dal Regolamento comunale, mi permetto di interpellare il Municipio sul seguente tema:

Lo scorso 6 ottobre il nostro compaesano Manuele Ren, anni 18, ha conquistato la medaglia di bronzo alla Coppa Europea Giovanile di Corsa d’Orientamento a Villars-Sur-Ollon, portando così all’attenzione mondiale anche il nome del nostro piccolo comune.

Manuele non è l’unico giovane di Ponte Capriasca ad essersi distinto all’estero o in competizioni nazionali e cantonali. Spesso però i media non ne parlano e non ne veniamo purtroppo a conoscenza, soprattutto quando non si tratta di calcio o hockey.

Questi talentuosi giovani spesso si vedono costretti a rinunciare ai loro sogni a causa dei grandi costi necessari per le trasferte e gli allenamenti.

Pertanto, chiedo al Municipio

  • Condividete l’importanza di dare sufficienti attenzioni ai giovani sportivi presenti nel nostro comune, affinché essi possano essere motivati a continuare la loro carriera?
  • Come vede il Municipio la possibilità del comune di Ponte Capriasca di indire un premio annuale comunale al merito sportivo del valore di 1000 chf?
  • Il Municipio in casi straordinari sarebbe disposto a stanziare dei fondi per permettere la partecipazione dei nostri giovani a competizioni e a campi di allenamento?

 

Cordialmente,

 

Diego Baratti

Consigliere Comunale

Gruppo Lega/UDC/Indipendenti

 

NON GIOCHIAMO CON IL FUTURO DEI NOSTRI GIOVANI!

Il mondo è bello perché diverso, dicevano neanche troppo tempo fa i miei maestri quando frequentavo le scuole elementari. Oggi invece sembra che il Dipartimento dell’Educazione abbia deciso di puntare su un’altra posizione, completamente opposta rispetto a quella che veniva insegnata a me a scuola. Nella riforma Bertoliana della scuola infatti si legge di abolizione di note, abolizione dei livelli e ancora unificazione delle classi e una vaga menzione ad una media di entrata per entrare alle scuole superiori. L’obbiettivo di tutto ciò? Rendere tutti uguali, rendere gli studenti competenti alla stessa maniera. Se con il vecchio sistema avevamo una scuola, che secondo il pensiero liberale/conservatore permetteva a tutti di avere le stesse basi, offrendo a tutti le stesse opportunità di partenza, oggi invece si punta ad avere gli stessi punti di arrivo. Ma come? Il mondo non era mica bello perché diverso? A quanto pare oggi la cosa non vale più, e con la Riforma di Bertoli si vanno quindi ad eliminare le differenze tra gli allievi. Differenze non di intelligenza, ma di potenzialità! Infatti colui che più fatica in matematica e italiano magari sarà quello nella classe che se ne intende di motori, ma dobbiamo quindi ostacolare i suoi compagni più competenti in matematica e italiano portandoli al livello di colui che di motori sa tutto? No di certo, eppure votando SI alla Scuola Che Verrà si introdurrà proprio questo, a svantaggio di coloro che sono interessati ad una formazione accademica di tipo universitaria, che saranno quindi confrontanti con ulteriori problemi quando dovranno studiare, oltre a quello già non poco evidente della lingua. Da giovane universitario vi invito dunque a non giocare con il futuro dei giovani, ed a votare NO il prossimo 25 settembre alla Scuola Che Verrà. D’altronde si è già visto il fallimento di modelli che puntavano agli stessi punti di arrivo (vedi comunismo)…

DÄR UPPE I NORR – Tappa 4: La costa Sud-Ovest

Dopo aver lasciato Goteborg mi sono avviato sulla bellissima costa svedese in direzione Sud.

 

La mia prima tappa costiera è stata la graziosa cittadina di Varberg, circa 100 km sud da Goteborg. Il centro cittadino era una scacchiera perfetta di strade ciottolate e bellissime casette a mattoni, con al centro la piazza cittadina con la Chiesa. Nelle varie strade si trovavano bei caffè, bar e ristoranti molto frequentati dalla gente del posto, come il buonissimo ristorante italiano dove ho pranzato io, dove ho potuto finalmente gustare una pizza degna del suo nome!

La particolarità di Verberg è sicuramente la Varbergs Fästning, ossia la fortezza, costruita nel XIII e che fu teatro nel 15° e 16° secolo di alcune delle numerose battaglie tra Svezia e Danimarca per il possesso della Scania e dell’Halland, l’attuale Sud-Ovest svedese. Famose pure le prigioni della fortezza, dove per secoli venivano imprigionati i vari nemici catturati in battaglia. La prigione è stata usata fino al 1931, mentre aoggi è adibita a ostello, dove ho pernottato io stesso. Avete capito bene! Ho passato la notte in una vecchia cella di prigione! Un’esperienza particolare, oltre che economica, che andava provata! (La cella non era poi così piccola rispetto a delle camere d’albergo di oggi…)

Il pomeriggio a Valberg l’ho passato nel relax più totale ad una spiaggia di sabbia a pochi km dal centro cittadino. Apparte me ed un paio di pensionati, non c’era nessuno! Ma pare che nei mesi caldi (lugio e metà agosto deduco) sia una delle spiagge più gettonate della Svezia intera!

 

La mattina seguente, dopo una breve colazione a base di caffè e fika, il dolce tipico svedese, mi sono spostato in auto a Mellbystrand, una località balneare della città di Halland, la più grande della regione. Qui avevo noleggiato un appartamentino a pochi passi della spiagga, dove ho passato tutto il giorno a godermi il tiepido sole svedese. L’acqua del mare, al contrario di come si possa pensare, è incredibilmente non fredda ma gradevole. Unica pecca: per arrivare ad avere il livello dell’acqua alla pancia, bisognava fare almeno 100 metri a piedi nel mare dalla riva! L’acqua era bassissima!

 

 

 

L’ultima tappa costiera se così si può chiamarlo del mio viaggio svedese è stata Helsinborg, la seconda città per popolazione della Scania dopo Malmö. La città vanta una storia affascinante, visto che nel corso del 15° e 16° secolo, sempre nella guerra Svezia/Danimarca per il controllo della regione, la città è passata di mano tra svedesi e danesi ben 13 volte (forse anche di più!), che riduesse notevolmente il numero della popolazione. Definitivamente in mano svedese nel 1700, il re di Svezia di allora decise di demolire il castello, per non rendere la città al centro delle attenzioni danesi, visto che esistevano già fortificazioni a Malmö e a Falkenberg più a Nord, lasciando intatto solo il torrione principale (visibile ancora oggi), che fungeva di aiuto per

identificare il porto ai pescatori. Con la distruzione del castello cominciò anche un periodo in chiaroscuro per la cittadina, che senza più maniero aveva perso importanza e attrattività. Solo con l’industralizzazione la città riconquistò la sua importanza, passando in tre secoli da 700 abitanti a ben 100mila di oggi.

 

Prossima tappa (ultima in territorio svedese): Lund & Malmö

 

    

 

 

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DÄR UPPE I NORR – Tappa 3: Goteborg

Dopo aver guidato per oltre 800km (non senza intoppi) eccomi finalmente arrivato a Goteborg, la seconda città più importante e più grande della Svezia (anche se è al primo posto per numero di passeggeri nell’aereoporto di Landvetter).

 

Il primo giorno lo dedico completamente alla visita della città. Di buon mattino, dopo aver preso al volo una cartina della città dall’ufficio turistico, mi reco a vedere le principali attrazzioni della città. Dapprima passo davanti al municipio, dove al centro della piazza è presente una statua di Gustavo II Adolfo, fondatore della città, che indica verso il basso. La leggenda narra che proprio qui il regnante disse “Qui costruirò la mia città”, e così fu. Mi sono poi recato sulle rive del fiume Göta per ammirare la bizzarra architettura di una delle più nuove opere al mondo, costruita solo nel 1997, che non mi ha poi convinto tanto.

Dopo qualche giro ancora lungo e in largo per il centro e dopo aver pranzato in un caffè, mi sono recato ad uno dei musei più belli che io abbia visto in questo viaggio: il Göteborgs konstmuseum, il museo di arte contemporanea cittadino, che oltre a contenere tutti i più famosi artisti del cubismo (Picasso) e dell’impressionismo (Monet, Renoir, Degas), conteneva pure diversi lavori di mondernismo e soprattutto molti quadri e sculture degni di nota di artisti svedesi e scandinavi in particolare. Finita la visita è stato il turno di un altro museo, lo Stadsmuseum, il museo della storia cittadina di Goteborg, che ripercorre secolo per secolo la nascita e lo sviluppo di questa città, voluta da Re Gustavo II per avere una città portuale per commerciare con l’occidente, e che divenne ben presto una delle più importanti del Nord Europa. Guardate la foto qui accanto con il tram, non vi ricorda un po’ Zurigo?

 

Il secondo giorno ho deciso di approffitare del bel tempo e delle calde temperature per andare in escurione a Marstrand, una bellissima isoletta con al centro una fortezza a circa 1 ora nord di Goteborg, dove dopo un breve spuntino e un giro del paesino, ne ho approfittato per fare il bagno del mare e leggere qualche pagina del mio libero, passando così ben presto senza neanche accorgermi tutta la giornata in completo relax.

 

Ho lasciato l’isola verso le 17 per recarmi in un’altra isola ancora, stavolta molto più grande Tjörn. Li mi sono fermato brevemente nell’incantevole paesino di Klädesholmen per scattare qualche foto, senza purtroppo trovare un ristorante aperto per la cena, che ho quindi consumato nel centro di Goteborg.

 

L’ultimo giorno a Goteborg avevo in programma di andare a Lysekell, a 1h30 nord dalla città, ma il tempo frescolino e molto instabile mi ha fatto cambiare idea: la mattina sono rimasto nella confortevole hall dell’hotel, dove ho lavorato tutta la mattina a delle faccende politiche, mentre al pomeriggio sono andato all’Universum, uno zoo-museo scientifico pieno di animali di ogni tipo: dai pesci di laghi, fiumi e oceani, ai serpenti, agli uccelli della savana ai pesce cani, tutto ricreato nel loro habitat naturale, alla quale si aveva libero accesso. Molto interessante, ci sono rimasto dentro quasi 3 ore!

 

Prossima tappa: Costa del Sud-Ovest!  

LASSÙ AL NORD – Tappa 2: La Svezia Centrale

Day 5 – Mariefred & Strängnäs

La mia prima tappa dopo avere noleggiato un auto a Stoccolma è stata la graziosa cittadina di Mariefred, circa un centinaio di chilometri ovest da Stoccolma sulle rive del lago Mälaren, per visitare il Gripshiolms slott, un imponente e affascinante castello di pietre e mattoni rossi. La visita comprendeva ben 69 stanze aperte al pubblico, praticamente tutto il castello! Oltre ai bellissimi interni, la cosa che mi ha colpito di più di questo castello che doveva servire come difesta della città di Stoccolma sono gli oltre 5000 dipinti di personalità svedesi appesi in tutte, ma proprio tutte le sale del castello. Architetti, ingenieri, generali e membri della famigliaa reale sono i più frequenti, ma ci sono anche artisti e commercianti, dal XVII secolo ad oggi.

Dopo una breve visita del piccolo centro cittadino di Mariefred ho guidato ancora qualche chilometro verso ovest, fino giungere a Strängnäs, un incantevole città sempre sulle rive del lago Mälaren, ma già più attiva e popolata di Mariefred. Qui, dopo un lungo giro a piedi del centro, mi sono fermato a mangiare una bella fetta di torta nei tipici caffè svedesi, dei bar/ristorantini self service, dove una volta pagato si può prendere quanto caffe si vuole, basta andare a riempirsi la tazza nel tavolino apposito. Prima di cenare con un isalatona della Coop (si, c’è anche in Svezia), ho deciso di guidare fina la città di Eskilstuna, ma a causa della forte pioggia ho deciso di non scendere nemmeno dall’auto, e di ritornare, o meglio scappare, verso la base.

 

 

Day 6 – Västerås & Örebo

Al sesto giorno ho deciso di fare tappa pure a Västerås, la sesta città più grande della Svezia. Una delle più brutte anche. Il centro storico non era altro che un insieme di quattro centri commercia

li, che si snodavano l’uno sull’altro e dal quale partivano tutta una serie di altri commerci. Solo una piccola parte vicino al fiume si salvava, con ancora le casette in legno tipiche svedesi che tanto piacciono a me. Tempo di un pranzetto leggero e riparto subito alla volta di Örebo, capoluogo dell’ononima contea.

Questa città di 100mila abitanti si costituisce intorno al fiume Svartan e al suo castello, costruito nel 200 da dei mercanti tedeschi e ampliato nel 300 dalre Magnus Eriksson e dalla sua dinastia, i Vasa, fino farlo diventare uno splendido castello rinascimentale. Anche il centro di Örebo è molto carino, e in due orette lo avevo visitato tutto, per poi fermarmi in una caffe a mangiare la mia ormai consueta fetta di torta.

 

 

Day 7 – L’auto

Il settimo giorno è stato un giorno da dimenticare. Dovevo infatti mettermi in viaggio verso Lidköping, per visitarne il centro e poi andare 40 minuti da li per visitare il magifico castello di Läcko. Solo che a metà strada nell’auto ha cominciato ad accendersi una spia, in svedese, che continuava a suonare. Mi son fermato, e dopo aver usato google traduttore ecco risolto il misaffo: la gomma della ruota posteriore sinistra perdeva pressione. In panico, ho chiamato tutti: i miei, l’assistenza danni del noleggio e pure la sede dell’autonoleggio a Zurigo. Fai questo, fai quello, alla fine dopo aver rimesso la pressione nella gomma, il consiglio era quello di fermarsi ogni 100 km a controllare la pessione… Ed intanto mezza giornata era già andata. Nel fare tutto questo mi ero fermato a Mariestad, una famosa località balneare 100 km dal mio obbiettivo, e ne ho approfittato per fare un giro in centro. Poi finalmente sono arrivato davanti al castello di Lackö, per avere una brutta sorpresa: le visite guidate al castello finivano alle 15, ed erano ormai le 16. Niente da fare, sarà per la prossima…

 

 

Prossima tappa: Goteborg!     

LASSÙ AL NORD – Tappa 1: Stoccolma

Visto che le serate qui in Svezia sono più lunghe, ho pensato bene di mettermi sotto a scrivere una sorta di diario di viaggio della mia fino ad ora incredibile avventura in lungo e largo per la Scandinavia, chissà, magari a qualcuno potrebbe interessare! Buona lettura!

 

Day 1: Il centro di Stoccolma / hej till kungen!

I bellissimi interni del castello

La prima tappa del mio viaggio non poteva che non essere Stoccolma: con quasi 1 milione di abitanti rappresenta il cuore economico, politico, culturale e anche reale di tutta la Svezia intera. Avete letto bene, anche reale! Infatti la Svezia è una monarchia costituzionale, ed il re e la sua famiglia sono molto popolari e apprezzati tra gli svedesi.

Come mia prima tappa ho quindi deciso di recarmi a visitare il Kungliga Slottet, il palazzo reale in Gamla Stand, l’isoletta che rappresenta il centro turistico per eccellenza della capitale svedese. Ho quindi seguito l’orda di turisti venuti da ogni dove e sono entrato nel palazzo, avido di sapere qualcosa in più circa la storia della famiglia reale svedese. L’interno del palazzo era semplicemente stupendo: arazzi e ornamenti d’oro, grandi mobili antichi roccocò, medaglie e argenteria in ogni dove! Il castello era così immenso, che ogni re e regina che ci hanno vissuto hanno  potuto scegliere ogni volta una nuova camera per dormire, mai quella di un loro antenato. Ma chi se lo aspettava, che la famiglia reale svedese possedesse tante ricchezze? Un motivo c’è, storico, ma spesso dimenticato: la Svezia nel 17° e 18° secolo era infatti la più grande potenza mondiale, e il suo impero si estendeva ben oltre i confini attuali, comprendendo Norvegia, Finalndia e Paesi Baltici. Ed è proprio in quel periodo di gloria ed espansione che risale la costruzione (o meglio ricostruzione, visto che quello antecedente, il Tre Kronor, è bruciato completamente nel 1697) del castello, che voleva infatti manifestare tutta la potenza e la forza del grande impero svedese. Insieme alle stanze reali, ho pure visitato l’armeria, il museo Tre Kronor e la camera del tesoro, dove sono contenuti i magnifici gioielli della corona. Una visita che è durata quasi tre ore, ma che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso.

 

Day 2: La Stoccolma Reale, parte seconda

Anche il secondo giorno non mi sono lasciato sfuggire l’opportunità di visitare un castello e mi sono imbarcato per la volta di Drottingholm, a circa 1 ora in barca da Stoccolma, a visitare questa bellissima residenza estiva della famiglia reale: anche qui come al Kungliga Slottet, gli interni erano favolisi. Questo palazzo ha però in più da offrire un maestoso giardino, pieno di alberi, cespugli e fontane: infatti il re Karl X voleva in un qualche modo una reggia simile a quella di Versailles: giudicate voi dalla foto se c’è riuscito o meno, per me la risposta è chiara. Questo castello è attualmente la dimora permanente della famiglia reale svedese, ma purtroppo non ho avuto modo di incontrare nessun esponete reale durante la mia visita.

Sempre a Drottingholm è presente il Slottsteater, il teatro di corte, patrimonio mondiale dell’UNESCO, costruito nel 1776 da re Gustav III ma dimenticato e usato come deposito per oltre due secoli e riscoperto solo 50 anni fa, intatti come lo avevano lasciato nel 18esimo secolo.

La sera mi sono recato, sempre in battello, sulla piccola isola di Fjäderholmarna, dove ho cenato in un ristorante grazioso con un piatto tipico svedese: salmone crudi con patate al forno. Per ora il mio contapassi dice che ho camminato complessivamente in soli due giorni più di 30 km!

 

 

Modello del Vasa

Day 3: Il giorno dei Musei

Il terzo giorno l’ho dedicato avidamente alla visita di solo alcuni dei più di 300 musei che la città ha da offrire: la mia prima tappa è stata al Museo Vasa, dove è conservata in perfetto stato la nave vichinga più grande al mondo: ordinata da Gustav II che non vedeva l’ora di vederla in mare, fu costruita in modo tale da non poter galleggiare a lungo: infatti dopo appena 20 minuti del suo primo viaggio, è affondata nei pressi del porto di Stoccolma. La nave è stata ritrovata 60 anni fa, e dopo 30 anni di recupero e restauri adesso è possibile ammirarla in tutto il suo splendore.

 

 

Persone vere con veri costumi!

Nel pomeriggio mi sono recato allo Skansen, il più antico e più grande museo all’aria aperta al mondo, dove si può rivivere attraverso edifici originali e personaggi (persone vere, non manichini) in costume la vista in città e in campagna della svezia del 19esimo secolo. Estremamente affascinante. 

 

La sera invece ho concluso la mia giornata facendo visita al Fotografiska, uno dei più rinomati musei di fotografia al mondo, che conteneva diverse fotografie particolari e interessanti, da angolature o con soggetti che io stesso mai avrei potuto immaginare. Assolutamente consigliato!

 

 

Day 4: l’arcipelago

Approfittando del bel tempo e della temperatura relativamente alta (20° gradi, sigh), mi sono imbarcato verso Grinda, una delle 20’000 isole che compongono l’aricipelago di Stoccolma, distante due ore di naviagazione dalla città. La piccola isola è un paradiso della natura: ho scattato almeno 200 foto solo li e camminato su e giù 15 km su tutta l’isola, ma ho anche fatto il bagno nel mar Baltico in un posto davvero stupendo (vedi foto).

 

 

         

 

 

Spero di non avervi annoiato troppo con le mie storie, magari qualcuno ha letto tutto fino in fondo ed ha imparato qualcosa in più sulla Svezia…

 

Prossima tappa: SVEZIA CENTRALE – Strängnäs / Örebo / Lidköping

 

Riga: una città affascinante sospesa tra medioevo e 1900

Riga, capitale della Lettonia, con i suoi 640mila abitanti, è la citta più popolata dei paesi Baltici. Fondata nel 1201, possiede un centro storico medievale molto interessante, come pure la più ricca architettura Art Nouveau d’Europa, cosa che le è valsa l’entrata nella lista dei patrimoni storici dell’UNESCO.

A Riga abbiamo trovato una città cosmopolita, ricca di baretti e ristoranti, oltre che di turisti, e i suoi imponenti edifici così come lo stile e l’eleganza della popolazione non fanno di certo pensare di essere in una della nazioni più povere d’Europa.

Io mi sono recato in Lettonia nell’agosto del 2018, per i Campionati del Mondo di Corsa d’Orientamento, che hanno fatto tappa pure nel centro storico di Riga con la finale sprint.

Curiosità: lo sapevate che a Riga nel 1500 pare sia stato decorato il primo albero di Natale?

 

COSA VISITARE A RIGA? – Ecco a voi la mia top ten delle cose da visitare

 

II quartiere Art Nouveau

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Centro Storico di Riga, con i suoi ristoranti caratteristici

 

La Bibblioteca Nazionale Lettone, imponente e moderna, costruita per il centenario dell’indipendenza Lettone

 

Rātslaukums, la piazza del municipio, con la famosissima casa delle teste nere

 

Doma laukums, con gli orsi in piazza a rappresentare le tipicità di ogni nazione: un regalo del governo tedesco per il centenario dell’indipendenza Lettone

 

Il monumento della libertà, inanugurato in occasione della liberazione lettone dai russi

 

Esplanāde Parc, un bellissimo parco nel cuore di Riga

 

Riga Nativity of Christ Cathedral

 

Il mercato coperto di Riga, uno dei più grandi al mondo, con la sua varietà di colori e profumi merita sicuramente una visita

 

 

 

ALBUM FOTO – RIGA 2018

Buildings Art Nouveau, 8.08.18, Riga, Diego Baratt (3)
Buildings Art Nouveau,  8.08.18, Riga, Diego Baratt (3)
Aperture: 5.6Camera: Canon EOS 700DIso: 100Orientation: 1
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E le medaglie sono 10! Bronzo per Hauswirt e Hertner

Sigulda (Lettonia) – Dopo la medaglia sfiorata nella gara middle di martedì, Sabine Hauswirth ha confermato il suo ottimo stato di forma, conquistando la medaglia di bronzo nella gara su lunga distanza valida per il campionato del mondo di corsa d’orientamento. “È semplicemente fantastico” ha affermato la Hauswirth al traguardo “Ho fatto una gara perfetta, senza errori ma con qualche indecisione. Ho cercato comunque di mantenere la concentrazione e di non pensare alle altre concorrenti”.

A trionfare è stata nuovamente la svedese Tove Alexadersson, che ha concluso la gara in 74’04’’. Secondo posto per la danese Maja Alm a +1’27, mentre la Hauswirth ha accumulato 2’26’’ di ritardo. Ottavo posto per la bernese Judith Wyder, che ha terminato a 8’16’’ dalla Alexandersson.

Nulla da fare invece per la ticinese Elena Roos: infatti la 26enne di Cugnasco ha dovuto abbandonare la gara al 13esimo punto a causa di forti dolori al piede, quando aveva già oltre 15 minuti di ritardo dalle concorrenti più veloci.

Nella gara maschile è infine arrivata anche la decima medaglia rossocrociata di questa rassegna iridata: Fabian Hertner ha difatto conquistato il bronzo, concludendo con 3’04” dall’indiscusso campione di giornata, il norvegese Olav Lundanes, al suo quinto titolo mondiale nella disciplina regina. Medaglia d’argento con +2’37” all’ucraino Ruslan Giblov, che conquista così la sua prima medaglia individuale. Buona la prestazione degli altri svizzeri: Daniel Hubmann conclude quarto ad un passo dal podio con 3’49” di ritardo, mentre Matthias Kyburz ha concluso la sua prova in ottava posizione con +5’29”.

La Svizzera si è dunque dimostrata ancora una volta la nazione più forte nella corsa d’orientamento, conquistando ben 10 medaglie e confermendo così l’ottima prestazione ottenuta lo scorso maggio agli europei in Ticino. Tra un mese si continuerà con la coppa del mondo, mentre i prossimi campionati del mondo, esclusivamente boschivi, si terranno nella regione di Østfold, in Norvegia.

Oro nella staffetta per Elena Roos e compage, argento per gli uomini!

SIGULDA (Lettonia) – Nella staffetta boschiva di giovedì, valida per il campionato del mondo di corsa d’orientamento, la squadra rossocrociata composta da Elena Roos, Julia Jakob e Judith Wyder ha conquistato la medaglia d’oro, confermando così il titolo europeo centrato in Ticino lo scorso maggio. Si tratta della primo titolo mondiale vinto da un’atleta ticinese! Secondo posto per la Svezia, terzo per la Russia.

La prima trattista Svizzera, la ticinese Elena Roos, è partita molto forte, e dopo solo 7 punti di controllo aveva ben 40 secondi di vantaggio sulle avversarie, vantaggio poi ridotto a solo 9 secondi sulla Svezia al cambio a causa di alcune indecisioni sul finale. Julia Jakob nella seconda tratta non è riuscita a mantenere il vantaggio, e ha ceduto la leadership per soli 9 secondi alle scandinave. Lontane le altre squadre: Russia e Norvegia avevano a quel punto già oltre due minuti di ritardo. La battaglia per l’oro era dunque tra Tove Alexandersson e la bernese Judith Wyder. Ma ad avere la meglio negli ultimi 100 metri è stata l’elvetica, che ha conquistato così la settima medaglia per la squadra rossocrociata.

«Un sogno che si avvera», ha dichiarato emozionata la Roos: «Io ho fatto una bellissima gara anche se ho perso qualcosina nel finale, ma grazie alle strepitose prestazioni delle mie compagne siamo riuscite a vincere».

Dopo l’oro femminile è arrivato anche l’argento maschile: in una gara entusiasmante, dove ben nove nazioni si sono contese la medaglia fino all’ultimo metro, alla fine per pochi secondi a imporsi è stata la Norvegia, seguita dalla squadra Svizzera di Florian Howald, Daniel Hubmann e Matthias Kyburz, quest’ultimo autore di un recupero incredibile nell’ultima tratta. Terzo posto per la Francia.

Nella prima tratta Howald cambiava con un ritardo di 1’20” dalla seconda squadra a causa di un errore al 14esimo punto, che ha quasi dimenticato di timbrare. Daniel Hubmann ha mantenuto il ritardo, commettendo però un errore di scelta al 13esimo punto. Kyburz infine complice alcune imprecisioni degli avversari ma anche della sua forma fisica è riuscito a recuperare fino a conquistare la medaglia.