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AVS, LA POLITICA NON HA FATTO ABBASTANZA

Previdenza per la vecchiaia. Quattro parole che oggi più che mai fanno paura anche ai politici più esperti. Questo perché, nonostante sia da decenni ben chiaro che il baby boom andrà in pensione in questi anni, la politica, UDC compresa, ha preferito tergiversare, e spostare il problema sulle generazioni future.

Ora non possiamo più aspettare. Urgono misure urgenti e strutturali per riformare l’AVS, misure che però non devono andare ancora una volta a costo di noi giovani ma che devono garantire la stabilità e la continuità del nostro sistema pensionistico senza obbligare la mia generazione a sborsare cifre che non può permettersi.

Misure, ho parlato al plurale, dal momento che semplicemente limitarsi ad alzare l’età pensionabile come richiesto dai giovani liberali non basta. Per questo i Giovani UDC non sosterranno l’iniziativa da loro lanciata, anche perché la formazione del comitato, fatto senza chiedere niente a nessun altro partito giovanile, testimonia l’egoismo dei giovani liberali, che preferiscono agire a meri fini elettorali, senza voler veramente trovare una soluzione congiunta insieme agli altri movimenti giovanili.

L’AVS ha bisogno di una riforma strutturale. L’armonizzazione dell’età pensionabile per le donne è discussa da tempo, ma sarebbe solo un piccolo passo in avanti. L’entrata in pensionamento deve essere resa più flessibile e l’età di pensionamento di riferimento deve essere adeguata alla speranza di vita. È necessario agire anche nel secondo pilastro. Il tasso di conversione nel secondo pilastro deve essere urgentemente abbassato. Bisogna inoltre intervenire anche nell’aspetto burocratico dell’AVS: troppi soldi vengono oggi spesi per questioni amministrative, che potrebbero certamente essere risparmiati.

I Giovani UDC sostengono infine la richiesta di reinvestire gli interessi negativi che la Banca nazionale riceve dalle casse pensioni nella previdenza per la vecchiaia. Inoltre, i miliardi di coesione da versare all’Unione europea sarebbero certamente più utili per la popolazione se fossero versati ai fondi AVS invece che venire sperperati in progetti fallimentari all’estero.

È pertanto di grande importanza che la giovane generazione dell’UDC sia maggiormente rappresentata in parlamento, in modo che le preoccupazioni e la voce dei giovani siano ascoltate con maggiore forza in questa importante questione. Il 10 ottobre votiamo Giovan UDC, per difendere il nostro futuro e il nostro sistema pensionistico.

Diego Baratti

Vicepresidente Giovani UDC Ticino

Candidato al Consiglio Nazionale

Difendiamo il nostro futuro. Votiamo Giovani UDC!

Discorso Elettorale, Congresso UDC di Ascona

Negli ultimi tempi in diversi mi hanno chiesto come mai come giovane io abbia deciso di mettermi in gioco in politica. Molte le critiche, soprattutto quando dico che sono candidato per l’UDC. “Ma proprio con quelli li dovevi metterti?”, “Ah ma allora tu sei razzista!” questi due dei commenti più frequenti, che sicuramente avrete sentito dirvi anche voi. Già per un giovane è difficile interessarsi alla cosa pubblica, figuriamoci se viene continuamente apostrofato in questo modo dà molta gente.

Ma io non mollo. Daniel Grumelli, Davide Piatti, Idil Kopkin, Antonio Leucci, Leo Valsangiacomo, Simone Orlandi, Raide Bassi e Tiziano Sala non mollano. Noi giovani UDC non molliamo. Questo perché come giovani siamo consapevoli che ciò abbiamo in Svizzera è tutt’altro che scontato. Ogni generazione prima di noi ha dovuto continuamente combattere per difendere il nostro benessere, la nostra sicurezza, le nostre tradizioni e la nostra indipendenza.

Ora è giunto il nostro momento di scendere in campo e batterci per ciò che ci è più caro, vale a dire la nostra patria, i nostri diritti, il nostro futuro.

La Svizzera è sinonimo di benessere, prosperità e sicurezza. Tutti fattori che oggi più che mai sono a rischio a causa del comportamento irresponsabile dei nostri rappresentanti a Berna, che preferiscono difendere i loro meri interessi e non quelli del popolo. La Svizzera come la conosciamo oggi è destinata a sparire, se non interveniamo pretendendo un chiaro cambiamento di rotta.

Il futuro di noi giovani è in pericolo, e dobbiamo difenderlo dai nostri nemici esterni ed interni, affinché anche la mia generazione, la nostra generazione e tutte quelle future possano ancora lavorare, vivere, sperare e creare famiglia nel nostro paese.

DIFENDIAMO IL NOSTRO FUTURO! VOTIAMO GIOVANI UDC!

Diego Baratti

Vicepresidente Giovani UDC

Candidato al Consiglio Nazionale


Un mondiale di delusioni e sorprese

Mork (Norvegia) – Il mondiale che si è appena concluso oggi nella contea di Ostfold, in Norvegia, è stato un misto di sorprese e delusioni per i colori rossocrociati.

Le delusioni – Elena Roos si è duramente allenata 5 mesi per preparare al meglio la sua unica gara mondiale, ma purtroppo non è riuscita a centrare l’obbiettivo della top 10, rimanendo lontana dalle migliori. C’è da dire che lei è specialista delle gare sprint e delle long, e la suddivisione dei mondiali in anni alterni tra sprint e bosco non ha sicuramente aiutato, dal momento che riduce i posti disponibili. Elena guarda comunque con fiducia al futuro: “Adesso mi concentrerò nelle gare di coppa del mondo in Svizzera e Cina, mentre ai mondiali sprint dell’anno prossimo in Danimarca avrò ancora da dire” ha commentato la 28enne di Cugnasco.

Anche gli uomini hanno un po’ deluso le aspettative. Togliendo il meritatissimo bronzo di Daniel Hubmann nella distanza lunga, nella middle e nella staffetta gli atleti rossocrociati non sono stati capaci di conquistare delle medaglie, arrivando molto lontani dalle prime posizioni. Nella middle il migliore è stato Florian Howald, ottavo dietro il padrone di casa Olav Lundanes, mentre nella staffetta la squadra composta da Florian Howald, Daniel e Martin Hubmann ha conquistato un sesto posto, dietro Svezia, Finlandia, Francia, Cechia e Norvegia, non riuscendo dunque a confermare l’argento dell’anno scorso in Lettonia.

La sorpresa – La sorpresa rossocrociata è una sola, e si chiama Simona Aebersold, ed è grazie a lei che Swiss Orienteering è riuscita nell’obbiettivo prefissatosi di conquistare 4 medaglie. La neanche 21enne bernese ha infatti sorpreso il mondo interno, conquistando alla sua partecipazione mondiale tre medaglie su tre discipline: dapprima bronzo nella long, poi argento nella middle e infine nuovamente nella staffetta insieme a Julia Jakob e Sabine Hauswirth: “Non pensavo sarei riuscita a conquistare una medaglia, figuriamoci 3. Quello che è successo è semplicemente strepitoso, non ci sono parole per descriverlo” ha commentato la giovane al termine della staffetta.

La Svizzera ha quindi chiuso il mondiale al terzo posto nel medagliere, dietro alla potente Svezia e ai campioni di casa norvegesi. Un risultato comunque notevole visto la difficoltà tecnica dei terreni scandinavi e l’aumento costante di competitività tra gli atleti nelle gare.

Orientamento: argento nella staffetta femminile!

Sotto una pioggia battente la squadra composta da Sabine Hauswirth, Simona Aebersold e Julia Jakob è riuscita a conquistare la quarta medaglia rossocrociata nella staffetta femminile ai mondiali di corsa d’orientamento in Norvegia.

Prima trattista è stata Sabine Hauswirth che ha cambiato a causa di una piccola insicurezza in seconda posizione con già 44’’ di ritardo rispetto alla svedese Lina Strand. In seguito, è partita Simona Aebersold all’inseguimento di Tove Alexandersson: la 21enne si è però nei primissimi punti fatta recuperare dalla russa Riabkina, ma dopo il punto spettacolo all’arena non solo è riuscita a recuperare e distaccare la russa, ma ha persino raggiunto la Alexandersson, riuscendo a dare il cambio alla terza ed ultima trattista con 6 secondi di vantaggio. Più indietro la Riabkina, che ha cambiato con addirittura 1’25’’ di ritardo dalle due squadre migliori, inseguita a pochi secondi da Norvegia e Repubblica Ceca.

La rossocrociata Julia Jakob e la svedese Karolin Ohlsson si sono contese la leadership per tutta la gara, ma alla fine sullo sprint finale ad avere la meglio è stata la svedese, che ha portato il titolo mondiale in Svezia dopo diversi anni. Le rossocrociate hanno quindi concluso in seconda posizione, distaccate di appena 4 secondi, regalando così la quarta medaglia iridiata alla Svizzera. “Ho cercato per tutta la gara di staccare la Ohlsson, ma non ci sono riuscita. Alla fine, anche se non siamo riuscite a difendere il titolo mondiale, io e le altre ragazze siamo molto contente del risultato ottenuto” ha commentato una comunque raggiante Julia Jakob all’arrivo. Terzo posto invece per la squadra russa, che grazie ad una buona prestazione di Natalia Gemperle, sono riuscite ad imporsi di pochi secondi sulle padrone di casa norvegesi.

Ancora niente medaglia per gli uomini

Nella staffetta maschile i rossocrociati Florian Howald, Martin e Daniel Hubmann non sono invece riusciti a difendere l’argento conquistato in Lettonia lo scorso anno, terminando in un amaro sesto posto.

Florian Howald, primo trattista, ha commesso due errori al terzo e al decimo punto, che gli hanno fatto perdere il contatto con il gruppo di testa, capitanato da Finlandia, Norvegia e una sorprendete Australia. Howald ha infatti cambiato a Martin Hubmann, che sostituiva un infortunato Matthias Kyburz, con ben 1’35’’ di ritardo, in quattordicesima posizione. Nella seconda tratta il fortissimo padrone di casa Olav Lundanes e il finlandese Elias Kuukka sono riusciti a distanziare il gruppo di circa 10 nazioni che stava in testa alla gara, con Lundanes che ha concluso la tratta con 33’’ di vantaggio su Kuukka e ben 1’22’’ sullo svedese Svenks. Martin Hubmann, nonostante un buon recupero di posizioni, ha aumentato lo svantaggio nei confronti dei primi corridori, terminando la sua prova in quinta posizione, ma con ormai 3’05’’ di ritardo. Nella terza tratta è invece stato lo svedese Gustav Bergman a recuperare e distaccare di oltre un minuto Finlandia e Norvegia. Grazie ad un errore del finlandese Kirmula Hubmann e il ceco Vojtech Kral hanno potuto avvicinarsi ulteriormente al podio, ma ad approfittarne è stato soprattutto il francese Lucas Basset, che si è trovato così in terza posizione virtuale. Alla fine, si è imposta la Svezia di Gustav Bergman, che ha distaccato di 1’34 la Finlandia di Kirmula e di 1’43’’ la Francia di Basset. Hubmann, in calo sul finale, ha concluso in sesta posizione dietro Repubblica Ceca e Norvegia, con 2’43’’ di ritardo.

Nel medagliere mondiale la Svizzera, pur non conquistando ori, ha concluso al terzo posto, dietro Svezia e Norvegia.

Orientamento: nulla da fare nella middle per Elena Roos

Niente da fare per Elena Roos: la ticinese, al via oggi nella gara su media distanza ai mondiali di corsa d’orientamento a Mork, in Norvegia, ha concluso in 28esima posizione, staccata di 6’44’’ dalla dominante svedese Tove Alexandersson, che conquista così il suo secondo oro dopo quello sulla lunga distanza di mercoledì. ¨

“La gara non è andata benissimo” ha commentato un’amareggiata Elena Roos al traguardo “Già al secondo punto ho sbagliato e sono finita a quello degli uomini 100 metri più in là, mentre ho perso diversi secondi anche all’undicesimo punto”. I mondiali per la 28enne di Cugnasco sono oramai terminati, ma guarda con fiducia al futuro “La stagione non è ancora terminata, mi aspettano ancora le gare di coppa del mondo in Svizzera e Cina, dove cercherò il riscatto”.

A conquistare un’altra medaglia per la Svizzera ci ha pensato ancora una volta Simona Aebersold, che con una inaspettata prestazione si è piazzata alle spalle di Tove Alexandersson con soli 5 secondi di ritardo, conquistando così alla sua prima partecipazione mondiale la sua seconda medaglia. “Già vincere una medaglia è stato fantastico, non mi sarei certo aspettata di vincerne una seconda, ma sono arrivata in partenza tranquilla e focalizzata sulla gara di oggi” ha commentato raggiante la neanche 20enne alla conferenza stampa dopo la gara.

Terzo posto a parimerito a +1’45’’ per la russa Natalia Gemperle e la finlandese Venla Harju. Sesto posto per la terza rossocrociata in gara, Sabine Hauswirth a + 1’48’’. Domani è in programma la staffetta.

In mattinata è inoltre arrivata la notizia che la federazione internazionale ha deciso di assegnare l’organizzazione dei campionati del mondo di corsa d’orientamento bosco 2023 alla Svizzera. Questi si svolgeranno nella regione di Flims Laax Falera, dove si svolgerà pure la Swiss Orienteering Week, una competizione di contorno ai mondiali su più giorni che porterà nella valle più di 4000 partecipanti provenienti da ogni angolo del mondo.

Nessuna medaglia nella gara maschile

Ad imporsi nella gara maschile ancora una volta è stato il norvegese Olav Lundanes, che ha chiuso una gara al cardiopalma con solo 11 secondi di vantaggio sul rivale svedese Gustav Bergman, recuperati sulla parte finale della gara. Terzo classificato il norvegese Magne Daehli, staccato di 29’’.

Il migliore svizzero è stato Florian Howald, che ha mancato di poco il diploma chiudendo in ottava posizione, con un ritardo di 1’57’’ su Lundanes. “Sono contento della mia gara, soprattutto nella parte tecnica iniziale, dove ho saputo esprimermi al meglio” ha affermato il 27enne bernese “Nella seconda parte della gara invece ho iniziato ad essere stanco e a fare dei piccoli errorini di direzione che mi hanno fatto perdere secondi preziosi”.

Gli altri svizzeri in gara hanno chiuso subito dietro: nono Andreas Kyburz a 2’19’’, decimo Daniel Hubmann a 2’30’’, mentre Matthias Kyburz 18essimo a 4’06’’. “Nonostante oggi ci aspettasse di più dai rossocrociati, siamo pronti e motivati per la staffetta di domani” ha aggiunto Howald “dove con Daniel e Matthias puntiamo a conquistare una medaglia”.

Orientamento: bronzo per Hubmann e Aebersold

Grande soddisfazione per Daniel Hubmann nella gara su lunga distanza di oggi ai campionati del mondo di corsa d’orientamento a Mork, in Norvegia, dove ha conquistato la sua 28esima medaglia iridiata. “Sono veramente felice di essere riuscito a conquistare una medaglia in questi difficili terreni con una concorrenza così forte” ha dichiarato il 36enne turgoviese al termine della sua 50esima gara mondiale.

Ad imporsi in una gara tecnicamente e fisicamente impegnativa è stato il favorito di casa Olav Lundanes, che ha concluso in 90’09’’, staccando di 1’39’’ il connazionale giovanissimo Kasper Fosser e di 2’58’’ Hubmann. Quarto posto invece per l’altro rossocrociato, Matthias Kyburz, che ha concluso a soli 3’’ da Hubmann a causa di alcune imprecisioni sul finale. Martin Hubmann, fratello minore di Daniel, ha concluso la sua gara con un soddisfacente 11° posto, a 6’36’’ da Lundanes.

Strabiliante bronzo per Simona Aebersold

Nella gara femminile a conquistare il titolo di campionessa del mondo è stata la svedese Tove Alexandersson, che ha concluso la gara in 69’00, distaccando di ben 6’16’’ la connazionale Lina Strand. Terzo posto per una sorprendente Simona Aebersold, 21 anni ed alla sua prima partecipazione ad una rassegna iridiata, che ha chiuso la gara a 6’50’’ dalla Alexandersson. “È incredibile” ha commentato la giovane raggiante al traguardo “Sapevo di avere fatto una buona gara, ma non pensavo di riuscire a fare così bene. Ho sbagliato la prima scelta, ma dopo sono riuscita a concentrarmi e a non commettere più grossi errori, anche se ho avuto qua e là qualche insicurezza che mi hanno fatto perdere qualche secondo”.

Buono il risultato delle altre ragazze rossocrociate in gara: Sabine Hauswirth ha chiuso una gara in crescita ai piedi del podio in quinta posizione a 9’26’’ dalla svedese, mentre anche Julia Jakob convince portando a casa l’ottavo posto con 10’54’’ di distacco.

Il prossimo appuntamento mondiale è fissato per venerdi, dove è in programma la finale middle, a cui prenderà il via pure la 28enne di Cugnasco Elena Roos.

Orientamento: tutti gli svizzeri qualificati per la finale middle

Ottima prestazione della squadra rossocrociata ai mondiali boschivi di corsa d’orientamento in Norvegia. Infatti, tutti i 4 uomini e le 3 donne della nazionale che si sfidavano oggi si sono qualificati per la finale middle che si svolgerà a Mork venerdì prossimo.

La ticinese Elena Roos è giunta ottava nella sua batteria, staccata di 3’19’’ dalla prima: “Non ho fatto una gara perfetta, però nella qualifica l’importante è qualificarsi, ora sono pronta a dare tutto nella finale di venerdi” ha affermato la 28enne di Cugnasco al traguardo

Buona la prestazione anche di Simona Aebersold, 21enne, alla sua prima partecipazione iridiata, che ha concluso in quarta posizione nella sua batteria e che quindi si è già guadagnata una posizione di rilievo tra i big.

Tra i maschi invece ottima prestazione di Matthias Kyburz che è riuscito ad imporsi in 25’21’’ nella sua batteria, mentre Daniel Hubmann ha concluso una buona gara in seconda posizione a 52’’ dal favorito norvegese Olav Lundanes. “È un buon segnale in vista della long di domani, dove spero di riuscire di arrivare sul podio” ha affermato il 36enne turgoviese.

Al via oggi anche l’italo-ticinese Sebastian Inderst, che gareggiando per i colori azzurri si è classificato 13esimo, ottenendo quindi la qualificazione per la finale di venerdì.

Domani la rassegna iridiata vede in programma la disciplina regina, la gara su lunga distanza.

Gli svizzeri vogliono 4 medaglie

Domani prenderanno avvio nella contea di Østfold, in Norvegia, con la qualifica middle i campionati del mondo di corsa d’orientamento. La nazionale Svizzera vorrebbe ancora riconfermare gli ottimi risultati ottenuti l’anno scorso agli Europei in Ticino e conquistare 4 medaglie.

Per la prima volta dal 2001 i mondiali verranno divisi in anni alterni tra mondiali sprint e mondiali bosco. Quest’anno si comincia con i mondiali boschivi, con in programma la middle, la long e la staffetta. In particolare, in quest’ultima disciplina la nazionale punta a conquistare una medaglia sia tra gli uomini e le donne.

Per Christine Lüscher-Fogtmann, capo settore sport di competizione presso Swiss Orienteering, la Svizzera è pronta a competere contro i favoriti atleti scandinavi: “Tutte le atlete e tutti gli atleti nella squadra dei mondiali hanno il potenziale per arrivare nei primi 15 classificati”.

Tra la squadra rossocrociata pure la ticinese Elena Roos, che prenderà via alla middle: “Il mio obiettivo è quello di raggiungere la top 10” ha affermato la 28enne di Cugnasco, anche se non sarà affatto facile, dal momento che “ci aspettano competizioni tecnicamente e fisicamente molto impegnative nella natura selvaggia norvegese”. Ad accompagnare Elena in Norvegia ci saranno anche Daniel Hubmann e Mathias Kyburz, che correranno tutte e tre le gare in programma, così come anche Sabine Hauswirth e Simona Aebersold.

I grandi favoriti sono però gli atleti di casa norvegesi. Olav Lundanes ha vinto negli ultimi 5 anni nella lunga distanza ben 5 medaglie, di cui ben 3 ori, ed è pronto a bissare il successo e a conquistare altre medaglie. Nelle donne la regina indiscussa degli ultimi anni dopo il ritiro di Simone Niggli è la svedese Tove Alexandersson, che agli scorsi mondiali in Estonia si è portata a casa ben 4 medaglie.

Programma:

Martedì 13 agosto – Qualifica middle

Mercoledì 14 agosto – Finale Long

Venerdì 16 Agosto – Finale Middle

Sabato 17 Agosto – Staffetta

Domani prenderanno avvio nella contea di Østfold, in Norvegia, con la qualifica middle i campionati del mondo di corsa d’orientamento. La nazionale Svizzera vorrebbe ancora riconfermare gli ottimi risultati ottenuti l’anno scorso agli Europei in Ticino e conquistare 4 medaglie.

Per la prima volta dal 2001 i mondiali verranno divisi in anni alterni tra mondiali sprint e mondiali bosco. Quest’anno si comincia con i mondiali boschivi, con in programma la middle, la long e la staffetta. In particolare, in quest’ultima disciplina la nazionale punta a conquistare una medaglia sia tra gli uomini e le donne.

Per Christine Lüscher-Fogtmann, capo settore sport di competizione presso Swiss Orienteering, la Svizzera è pronta a competere contro i favoriti atleti scandinavi: “Tutte le atlete e tutti gli atleti nella squadra dei mondiali hanno il potenziale per arrivare nei primi 15 classificati”.

Tra la squadra rossocrociata pure la ticinese Elena Roos, che prenderà via alla middle: “Il mio obiettivo è quello di raggiungere la top 10” ha affermato la 28enne di Cugnasco, anche se non sarà affatto facile, dal momento che “ci aspettano competizioni tecnicamente e fisicamente molto impegnative nella natura selvaggia norvegese”. Ad accompagnare Elena in Norvegia ci saranno anche Daniel Hubmann e Mathias Kyburz, che correranno tutte e tre le gare in programma, così come anche Sabine Hauswirth e Simona Aebersold.

I grandi favoriti sono però gli atleti di casa norvegesi. Olav Lundanes ha vinto negli ultimi 5 anni nella lunga distanza ben 5 medaglie, di cui ben 3 ori, ed è pronto a bissare il successo e a conquistare altre medaglie. Nelle donne la regina indiscussa degli ultimi anni dopo il ritiro di Simone Niggli è la svedese Tove Alexandersson, che agli scorsi mondiali in Estonia si è portata a casa ben 4 medaglie.

Programma:

Martedì 13 agosto – Qualifica middle

Mercoledì 14 agosto – Finale Long

Venerdì 16 Agosto – Finale Middle

Sabato 17 Agosto – Staffetta

La superficialità di una riforma per accontentare tutti

Il prossimo 19 maggio saremo chiamati ad esprimerci sulla Riforma Fiscale e Sociale, anche nota come RFFA. Se da una parte la sinistra vi si oppone criticando la parte fiscale, dall’altra alcuni giovani di destra (principalmente UDC e PLR) combattono contro la parte sociale, messa lì per far contenti i deputati socialisti in parlamento, ma che in realtà non porta a nessun miglioramento a lungo termine dell’AVS.

Infatti, l’AVS si trova in grande difficoltà, ma il nostro Consiglio federale ed il Parlamento, invece di lavorare ad una riforma strutturale e completamente diversa, preferiscono aggirare il problema con delle non-soluzioni, spostando di qualche anno l’oramai inevitabile fine della cassa pensioni, per poi trasmettere il problema alle generazioni future. Ed intanto siamo ancora noi a dover passare alla cassa, senza nessuna garanzia di avere a nostra volta una rendita sufficiente una volta che saremo in pensione. È giunto il momento che il governo ed il Parlamento si assumano le proprie responsabilità e comincino a parlare davvero dell’AVS. Fino ad allora, tutte queste semi-riforme sono solo controproducenti, mentre ancora una volta il costo di questa tergiversazione politica ricade sulle spalle delle generazioni future, cioè su noi giovani.

Ma non è questa l’unica motivazione per votare il 19 maggio no alla RFFA: la riforma viola infatti chiaramente il principio costituzionale dell’unità della materia, che prevede che due temi diversi da loro non possano essere discussi ed approvati con una sola votazione in parlamento. Pensate al precedente giuridico pericoloso che si creasse qualora si permettesse di far passare in votazione due temi così diversi: in futuro magari ci potrebbe venir chiesto di votare il dimezzamento del canone radiotelevisivo assieme magari al credito di finanziamento per dei nuovi aerei da combattimento, per dare un contentino sia all’elettorato di destra che quello di sinistra, mettendo in serio pericolo la nostra democrazia.

Concludendo la riforma fiscale sociale è una riforma debole, che viola chiaramente l’unità della materia e che non risolve il problema delle casse pensioni, ma lo sposta solo in là di qualche anno, con le conseguenze che graveranno nuovamente sulle spalle di noi giovani. Mandiamo un chiaro segnale alla nostra politica: no alle semi riforme, si ad una AVS forte e il 19 maggio No alla RFFA!

Diego Baratti
Vicepresidente Giovani UDC
Membro del Comitato Borghese contro la RFFA

Candidato al Gran Consiglio!

Ho deciso di mettermi in gioco per il Gran Consiglio perchè se le cose non ci piacciono, allora dobbiamo impegnarci concretamente per cambiarle!

Io credo in un Ticino migliore!

Se vol

#OrientatoAlFuturo